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SIC – Monte degli Elci

Il sentiero che dall’ex preventorio di Fara in Sabina arriva su Monte degli Elci, dapprima attraversa un fitto bosco di lecci e carpino nero, poi sale in cresta e ci conduce alla scoperta di un luogo unico. Arrivati sulla parte bassa del crinale di Colle di Mezzo infatti, si incontra un intero boschetto di Acero trilobo (Acer monspessulanum), il più eliofilo e termofilo fra gli aceri autoctoni del nostro Paese. Gli aceri minori di Monte degli Elci sono piante secolari; molti di questi alberi sono morti di “vecchiaia” divenendo habitat per artropodi e animali, altri stanno nascendo: non si tratta di un bosco “qualunque”, si tratta di una piccola foresta vetusta, un bene prezioso per tutti.

L’area ricade per intero all’interno del SIC/ ZPS Monte degli Elci e Monte Grottone (IT6020019).

I siti di interesse comunitario o sito di importanza comunitaria (SIC) sono stati definiti da una direttiva comunitaria n. 43 del 21 maggio 1992, (92/43/CEE) Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche nota anche come Direttiva “Habitat“, recepita in Italia a partire dal 1997.Il termine è usato per definire un’area che contribuisce in modo significativo a mantenere o ripristinare una delle tipologie di habitat definite nell’allegato 1 o a mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente una delle specie definite nell’allegato 2 della direttiva Habitat; e/o che contribuisce in modo significativo al mantenimento della biodiversità della regione in cui si trova.
L’obiettivo della Direttiva era quello di creare una rete europea di ZSC e zone di protezione speciale (ZPS) destinate alla conservazione della biodiversità denominata Natura 2000.

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